Un podio di quasi 90 anni

La supercombinata è una gara composta da una manche di discesa libera (o super g) e da una manche di slalom speciale. In questa gara si possono vedere grandi discesiste goffe e gobbe tra i "pali stretti" e alcune slalomiste in difficoltà con la velocità.
E' una gara di esperienza ma che premia "vecchie volpi" e atlete polivalenti che non si fanno prendere dall'emozione.
Su una pista "unseen" (non erano state trasmesse le prove di DH femminile) e con un salto modificato, a spese della nostra Daniela Merighetti, Lara Gut assapora la vittoria in discesa libera vedendo cadere ai suoi piedi Tina Maze, Maria Riecìsch e la Fenningher.

La sua festa viene però guastata da una Julia Mancuso risvegliatasi in occasione delle Olimpiadi. Julia cannibalizza la pista e chiude la prova con 47 centesimi di vantaggio sulla Gut.
Bella la prova della Brignone, che mostra innate capacità di discesita da affinare con il tempo e la pratica, e la grande Francesca Marsaglia non si risparmia un secondo.
Non partecipano alla seconda manche ma colgono l'occasione per "testarsi" in gara le bresciane Daniela Merighetti e Elena Fanchini.

La seconda manche della supercombinata parte alle 15: il manto nevoso è più morbido e la neve granulosa. Vengono accese le luci sulla pista.
Fuori una Francesca Marsaglia agguerritissima che prima di sbagliare è sempre in vantaggio. Federica Brignone si impegna e alla fine chiude undicesima.
Ma è Maria Riesch che con una impeccabile manche di sl mette pressione alle altre favorite stipate in partenza.
A differenza che in alcune gare di Coppa del Mondo in partenza non ci sono televisori e le ragazze che devono ancora scendere sentono solo le urla del pubblico che acclama una perfetta Riesch.
Cadono sotto il vantaggio della Riesch la Maze (che arriverà quarta), la Gut (che esce malamente) e la Mancuso che all'arrivo festeggia come se avesse vinto 10 medaglie d'oro.

E' un podio di trentenni che non mollano e che non cedono il passo alle ragazze più giovani (vedi Shiffrin che è ancora in Italia a Pozza di Fassa ad allenarsi) e che dimostrano che l'esperienza e la tecnica a volte vincono sull'età anagrafica.
La Riesch piange e si commuove, la Hosp (argento a Torino) è quasi incredula e la Mancuso urla e si divincola come una pazza: ognuna di loro festeggia la propria medaglia senza se e senza ma.
Un inizio appassionante per lo sci femminile che domani affronterà nuove prove per la discesa di mercoledì.

Domani prove di DH sia maschile che femminile a rischio: il meteo non promette niente di buono; temperature in aumento e nuvolosità diffusa.
Da mercoledì dovrebbe tornare il sole anche se il rischio neve "marcia" di Vancouver è sempre in agguato, trovandoci anche qui a pochi km dal mare.
Comunque non dovrebbero prendere parte alle prove di discesa valevoli per la super combinata maschile i nostri ragazzi della Italjet (i risultati dell'ultima discesa mostrano come non sia il caso di esasperare allenamenti e prove per non bruciarsi le forze in gara).
Le ragazze decideranno se partire o meno in base al meteo, del resto, la luce piatta non piace a nessuno e di sfortuna ne abbiamo già avuta parecchia.

Una curiosità: ho sempre avuto in testa l'immagine di uno sciatore che nella coppa del mondo prima di Torino 2006 correva con scritto sul casco "mamma e papà". Bene adesso il mio sospetto ha avuto una conferma: era il giovane grande Ted Ligety prima che gli sponsor gli saltassero addosso, prima di sbancare il banco.

Per la serie "chi non vorremmo essere oggi" eviterei sicuramente di passare dalle parti della "medaglia di legno" Maze e del suo team. Ci dispiace per Tina soprattutto per il "crollo" psicologico che l'ha investita in questa stagione ma con la sua grinta è ancora in tempo per rimontare.  Aspettiamo la sua ruota per festeggiare il podio anche se ci piacerebbe imparasse ad incassare meglio anche le sconfitte.

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