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Aspettando la supercombinata festeggiamo una nuova medaglia per l'Italia!

Oggi niente gare di sci alpino, probabilmente gli organizzatori hanno tirato un sospiro di sollievo e si sono dedicati alla cura del manto nevoso sempre più provato a causa delle alte temperature registrate in questi giorni.


Ma domani alle 7 ora italiana, hanno anticipato di un'ora la gara per paura del caldo, avrà inizio la discesa libera della supercombinata maschile (SK per chi volesse imparare un po' di linguaggio tecnico).
Prenderanno il via in molti e in molti, leggi Bode Miller e Svinadl, hanno da togliersi dell'amaro dalla bocca rimasto dalla discesa libera.
Attenzione però, sono atterrati sulle piste di Sochi campioni quali Alexis Pinturault e, il quasi dato per "finito" Ivica Kostelic può provare una "zampata" finale alla ricerca di una medaglia.
Del resto, la supercombinata, rivela spesso sorprese e non si può mai dare nulla di scontato quando si parla di discipline così diverse tra loro.

I nostri ragazzi della Italjet partiranno con pettorali che, se la neve tiene, potrebbero essere ottimali: Innerhofer sarà al via col 10, Fill con il 15 e Paris col 25.
Ovviamente il tifo sarà d'obbligo.

Fra 5 giorni (dopo i super g del week end) partiranno le prove delle discipline cosidette tecniche (slalom gigante  e slalom speciale), tanti atleti sono ancora nei loro rispettivi Paesi ad allenarsi.
Basti pensare a Stefano Gross in Val di Fassa che "macina pali stretti" alla ricerca della giusta concentrazione che, unita alle sue doti tecniche, potrebbe portargli grosse soddisfazioni e il grande Felix Neureuther che domani partirà alla volta di Sochi, per quella che potrebbe essere la sua ultima Olimpiade.

Oggi l'Italia ha guadagnato una medaglia in una discplina, dove i più tecnici, si aspettavano sarebbe arrivata: Arianna Fontana ha vinto, non senza rimpianto per la perdita dell'oro a causa di una caduta, la medaglia d'argento nello short track 500 metri.

Con questa medaglia il nostro medagliere sale a quota 3 a parimerito con la Cina cosa che, visto quanti abitanti sono più di noi, dovrebbe renderci orgogliosi. Ma dovremmo essere ancora più soddisfatti se pensiamo che siamo indietro di una medaglia rispetto la Francia e Svizzera e a due rispetto l'Austria. NO comment circa le 13, ho scritto 13, medaglie della Norvegia!

Su un post di Facebook il presidente della federazione Sengalese di sci Lamine Gueye, grande sostenitore dell'accessibilità ai giochi olimpici da parte di tutti, segnala che nel 1992 ad Albertville c'erano 19 atleti a rappresentare gli stati africani, nel 2006 a Torino, dopo l'introduzione dei punteggi minimi di qualificazione, solo 10 e nel 2014 solo 5 (di cui alcuni proprio Africani non sono, vedi la sciatrice Italiana che ha tentato di qualificarsi dapprima per l'India e ora corre per il Togo).
La limitazione all'accesso ha una serie di valide motivazioni, abbiamo tutti negli occhi scene quasi esilaranti di sciatori che si doppiavano in discesa libera o che cadevano rovinosamente durante le Olimpiadi di Albertville, ma sicuramente creano ulteriori barriere all'accesso già di per se non facile.
Le federazioni africane, oltre a qualche piccolo fondo dell'Olimpic Solidarity non hanno soldi da destinare all'allenamento degli  atleti, specialmente dello sci alpino sport costosissimo, che quindi si ritrovano a non essere abbastanza competitivi o preparati per poter raggiungere il punteggio richiesto dal CIO. Basterebbe organizzare una pre-gara di qualificazione prima del via ufficiale delle gare cosa che eviterebbe anche scorciatoie a quelle federazioni o a quegli atleti senza scrupoli che vogliono partecipare a tutti i costi.
Sicuramente l'universalità dei giochi è un valore da preservare così come lo deve essere l'accesso allo sport, collante sociale e passaporto della multiculturalità, in ogni parte del mondo.

Colpo di scena nel pattinaggio artistico maschile oggi, prima dell'inizio del programma corto, "lo zar", il pattinatore russo Plushenko idolo delle folle e dei tifosi non solo russi si è ritirato adducendo come scusa il mal di schiena. Il ritiro è comunque avvolto dal mistero:" lo zar" aveva dichiarato di avere intenzione di ritirarsi dopo queste Olimpiadi e che suo desiderio era di partecipare solo alla gara a squadre, dichiarazioni che andavano contro ai progetti della federazione russa di pattinaggio.
Le Olimpiadi continuano a tingersi di giallo....

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