Supercombinata supersorpresa

La medaglia più bella è quella che non ti aspetti.
Il bronzo di Innherhofer non ce l'aspettavamo mica.
La supercombinata maschile di venerdì finisce con una super sorpresa per il nostro Winnerhofer, che durante la discesa dei favoriti se ne stava "imboscato" dietro le quinte, e che ha festeggiato il podio con una capriola.


La supercombinata unisce oltre, alle due dicipline più tecniche dello sci (la discesa libera e lo slalom speciale), anche tattica e astuzia.
Con temperature che durante la discesa hanno sfiorato gli 8 gradi C all'arrivo, la discesa libera era diventata un terno all'otto: neve a tratti marcia e "spaccata" rendeva difficile e pericolosa la discesa anche per i migliori.
Ma un discesista forte sa bene come non gli possa giovare arrivare per primo al traguardo: alla manche di slalom uno sciatore non portato per lo speciale non può permettersi di partire per ultimo nelle buche lasciate da altri 29 concorrenti.
Il podio, che a quest'ora ben conosciamo tutti, al termine della discesa libera sembrava però impossibile:
Villettaè letteralmente arrivato in fondo alla discesa "strisciando" in debito di ossigeno e iperlatticizzato.
Kostelic, del quale avevamo prognosticato una possibile "zampata", dicono che una volta a settimana vada in Svizzera a farsi fare iniezioni nelle ginocchia ormai prive di cartilagini, in discesa libera sembra sia tornato ai fasti di un tempo, forte dei consigli del suo allenatore nelle discipline veloci Cristian Ghedina.
Innerhofer arriva ottavo al termine della discesa libera e, forte della medaglia già conquistata, appare tranquillo e sereno, consapevole anche della bravura degli slalomisti in lizza per la medaglia.


Lo slalom speciale parte con tutti i peggiori auspici: 11 gradi in partenza e 13 all'arrivo, neve che sembra granatina e luce piatta.
Bode Miller è dodicesimo al termine della discesa e morde il freno: le opportunità di medaglia si assottigliano sempre di più. Ted Ligety, diciottesimo, è sempre pericoloso e Jansrud, nonostante quanto detto prima, è in testa alla discesa libera.
Innerhofer, 4 giorni di allenamento in salom in 2 anni a causa del mal di schiena, parte per la manche di slalom tranquillo e rilassato come "alla gara di uno sci club".
Invece succede l'incredibile Villetta si piazza in cima alla classifica e da lì vede tutti i favoriti cadere, Innerhofer finisce la manche e, soddisfatto del tempo, se ne va dal suo team a chiacchierare in attesa del termine della gara (del resto Paris è già scecso e Fill è uscito).
Kostelic, nel tracciato disegnato da suo padre, dà tutto e scalza Innerhofer dal secondo posto provvisorio.
Dopo scendono Svindal, Mayer, Bank e nessuno di loro fa meglio, Jansrud scende per ultimo e il suo tempo sancisce il podio: di Villetta, Kostelic e Winnerhofer.
Una gara dagli esiti inaspettati che ci porta la quarta medaglia.

Grande la terza medaglia italiana, anche se si aspettava di più, l'argento di Arianna Fontana nello short track.

Festeggia come se avesse vinto Cristian Javier Simari Birkner, sciatore argentino spesso in prossimità dei trenta in coppa del mondo, che è arrivato ventinovesimo al termine della Supercombinata.

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