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Il passaggio dalla sciata sterzata alla sciata supercondotta è fonte di grandissime soddisfazioni. Le prime, riuscite curve in superconduzione ci aprono la porta di un mondo fino a prima sconosciuto. Nuovo e dalle sensazioni esaltanti…

Puro piacereImpossibile ed inconcepibile per uno sciatore di medio-buon livello, con ai piedi un paio di sci di nuova generazione, non chiedersi come poter sfruttare tutte le potenzialità di attrezzi così performanti. Ora che il «parco sci» nazionale è stato in gran parte rinnovato, la voglia di spingersi un po’ più in là nell’apprendimento tecnico diventa quasi un’esigenza collettiva, più che giustificata: il mondo della superconduzione riserva sensazioni veramente eccezionali! Il passaggio dalla sciata sterzata alla sciata supercondotta diventa quindi il tema più interessante, non solo per i più attenti ed appassionati, ma per tutti gli sciatori di discreto livello, che «se la cavano» su tutte le piste e desiderano acquisire una sciata più dinamica e sportiva, concreta ed essenziale, oggi a portata di mano. Sia ben chiaro: non si tratta di «perfezionare lo stile» (espressione che vorremmo abolire…). Come gruppo tecnico Jam Session abbiamo sempre combattuto la banalizzazione del concetto di stile, spesso inteso come ricerca dell’abbellimento di una sciata che poi, gratta-gratta, tecnicamente non regge. Se l’obiettivo, più che legittimo e anche un po’ narcisistico, è di saper esprimere una bella sciata, bisogna comunque convincersi che non ci sono scorciatoie; la via più breve, utile e concreta è quella della comprensione e messa a punto degli elementi tecnici fondamentali e delle sensazioni specifiche, fino ad averli «sulla punta delle dita» e saperli gestire nelle diverse situazioni di discesa. La bella sciata arriverà da sé, sarà il risultato automatico di gesti tecnicamente corretti e spontanei. Avrà le caratteristiche migliori dello stile generale dell’epoca ed il nostro stile personale emergerà in modo naturale ed inconscio. Sicuramente avrà dei valori estetici, ma non soltanto, soprattutto esprimerà il piacere di sciare e l’armonia derivante dal saper governare con maestria anche le situazioni più impegnative.

Le foto evidenziano l’azione sterzante, tipica dei livelli medi. L’estensione verticale, piuttosto marcata, provoca un alleggerimento; in questa fase i piedi e gli arti inferiori imprimono una rotazione che si sviluppa sul piano della neve e che ha il suo centro al centro del piede. Da notare la scarsa inclinazione del corpo, la scarsa presa di spigolo e l’evidente sterzata/derapata. Senza derapare La sequenza mostra un inizio di curva in superconduzione. L’estensione in senso verticale è ridottissima. Il movimento si sviluppa prevalentemente in senso trasversale rispetto al senso di avanzamento dello sciatore, con una crescente inclinazione del corpo rispetto alla verticale e degli sci rispetto al piano della neve. Lo sci disposto sullo spigolo si inarca ed incide la neve dando origine ad una traiettoria curvilinea condotta e tagliata, senza alcuna derapata

 

 Ogni gesto non funzionale o imitato artificiosamente, ogni fronzolo, sarà qualcosa di troppo, innaturale, inutile ed incoerente. Torniamo «a bomba». Le foto e le didascalie ci mostrano e ci descrivono le principali differenze tra la sciata sterzata e supercondotta. Sono semplicemente le differenze visibili dall’esterno. Poca cosa rispetto alle differenze di sensazioni, quasi impossibili da esprimere sulla carta. Può comunque essere utile concentrarsi in particolare sull’osservazione dei seguenti elementi: 1) l’impronta di dinamicità-velocità-continuità di movimento tipiche della superconduzione in contrapposizione alla staticità tipica della sciata sterzata; 2) l’efficacia del vincolo, cioè il concreto aggancio degli spigoli alla neve, lo sci che taglia e scorre in avanti in contrapposizione allo sci che sterza e «spalma» la neve; 3) l’entità dello spostamento laterale del corpo nella superconduzione (fare il confronto), immaginandoci in curva con lo stesso assetto e la stessa angolazione; 4) proviamo a captare dalle foto la differenza di tono muscolare: decisamente basso nella sciata sterzata, decisamente alto nella superconduzione, per dare solidità alla presa di spigolo e per gestire l’intensità delle forze. In attesa della prossima uscita sulla neve vi proponiamo un esercizio da fare alla scrivania: seduti sul bordo anteriore della sedia, piedi paralleli (10 cm. davanti alla sedia) e completamente appoggiati a terra, proviamo a «sterzarli» a destra e sinistra mantenendo le suole sempre appoggiate a terra; stessa posizione di partenza, solleviamo contemporaneamente e più possibile l’alluce sinistro ed il mignolo destro e viceversa continuando ad alternare. Stiamo passando da spigolo a spigolo, senza sterzare. Da ripetere più volte al giorno e per più giorni, 20 volte in un modo e 20 nell’altro, cercando di percepire profondamente le differenze tra «sterzata» e «spigolo-spigolo». Non è una presa in giro, credeteci, è il primo passo. Fondamentale! Ci vediamo sulla neve! E se per caso decideste di iscrivervi ai corsi intensivi Jam Session, per favore non diteci: «Vorrei perfezionare lo stile!».

Effetto spigolo
Gli sci cortissimi sono molto instabili se mantenuti piatti sul terreno. Ciò stimola a disporli immediatamente sugli spigoli, ricevendone un’immediata sensazione di conduzione. Questo tipo di sci aiuta a capire nella pratica la differenza tra azione sterzante e superconduzione. Le mani sulle ginocchia servono ad evitare le marcate estensioni verticali, e a percepire l’«effetto spigolo»

Sciata sterzata e condotta
Qui sopra: i ciuffetti possono essere sistemati in modo da definire due o più curve. Sciare a bassa velocità «a cavallo» degli stessi obbliga ad annullare l’azione sterzante e a curvare sfruttando essenzialmente la presa di spigolo e la deformazione dello sci. A/B La sostanziale differenza, nella fase di fine curva, tra sciata sterzata (a sinistra) e supercondotta (a destra). La sterzata mette in risalto la prevalenza del piegamento rispetto ad un’angolazione scarsa e piuttosto statica (movimento definito piegamento-angolazione); la limitata presa di spigolo è sufficiente a controllare la velocità e ad arrotondare la curva. La superconduzione evidenzia la prevalenza dell’angolazione rispetto ad un piegamento controllato e  finalizzato a modulare il carico (movimento definito angolazionepiegamento); gli sci hanno un accentuato angolo di incidenza che insieme ad un tono muscolare elevato garantisce l’efficacia del «vincolo». Le tracce a «binario» sono la firma dello sciatore capace di supercondurre la curva.

 

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