Olimpiadi Invernali di Sochi

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Nessuna sorpresa nelle gare di salom speciale che hanno visto il via in nottura il 21 febbraio, quello femminile, e il 22 febbraio quello maschile.

Per lo slalom femminile al via 88 ragazze e per l'Italia una percentuale minima, due atlete: Chiara Costazza (pettorale 18) e Federica Brignone (pettorale 33).
Chiara si è guadagnata il suo pettorale con un ottavo posto in Coppa del Mondo a Kraniscka Gora, Federica affamata di rivincita dopo l'uscita in GS. Entrambe spingono e combattono ma alla fine escono nella seconda manche. Onore delle armi per chi combatte.
Alla fine la gara premia le "solite" Shiffrin (inavvicinabile), Schild e Zettel.

Sicuramente con più pressioni si sono presentati al via i ragazzi dello Slalom italiano.
Al via si presentano Patrick Thaler (pettorale 6 grazie agli ultimi successi in coppa del mondo), Manfred Moelgg (pettorale 15), Stefano Gross (pettorale 17) e il campione olimpico in carico Giuliano Razzoli (pettorale 22).
La prima manche vede Mario Matt in testa e Stefano Gross terzo a 75 centesimi. Ci pensa Ante Kostelic, il padre del grande Ivika Kostelic (21° al termine della prima manche) a vivacizzare la seconda manche.
Il sig. Kostelic senior è famoso per i suoi tracciati imprevedibili, aritmici e di difficile interpretazione e anche questa volta non si smentisce.
I primi 7 che si presentano al via escono miseramente e poi è tutto un "cercare di portare la pelle a casa". Escono nomi illustri e di favoriti Myrer, Ligety, l'infortunato Neureuther, Yuasa (il giapponese che con le noturne ha un certo feeling), Grange, PInturault, Razzoli, Moelgg e chi più ne ha più ne metta.
Alla fine il podio conferma i migliori di coppa del mondo con Mario Matt al primo posto, un indigesto secondo posto per Marcel Hirscher e un raggiante terzo posto per il giovane norvegese Kristoffersen ma è il quarto posto che ci fa ben sperare per il futuro: un rinnovato Stefano Gross a 13 centesimi dal primo e 9 dal terzo.

Il medagliere vede al primo posto la Russia (33 medaglie), al secondo la Norvegia e al terzo il Canada. L'Italia, senza medaglie d'oro, si ferma al 22imo posto con 8 medaglie. Un bilancio comunque dignitoso viste le previsioni di debacle totale iniziali. Ricordiamo che a parità di medaglie di metallo ne abbiamo ben 8 di legno, a cominciare dallo sci alpino dove ne abbiamo raccolte ben 3.

Le Olimpiadi di Sochi si chiudono il 23 febbraio con una maestosa cerimonia di chiusura dove è stata  portabandiera Arianna Fontana la nostra fuoriclase nello short track. Arianna in un'intervista ha dichiarato che spera che tanti giovani, grazie ai suoi successi, si avvicinino al suo sport.

Purtroppo però ci sono alcune considerazioni da fare che non danno segnali positivi se si cercano nuovi sportivi in Italia:
*le Olimpiadi di Sochi non sono state trasmesse in chiaro dalla televisione pubblica che ha rinunciato ad ogni diritto di trasmissione e che ha relegato i suoi storici commentatori ad un dopo serata su raisport1 dalle 22.30 in poi (23.00 o giù di lì il lunedì sera perchè prima c'era "il processo del lunedì");
* il canale in chiaro di Sky "Cielo" non ha copertura totale sul territorio italiano e quindi molta gente non ha potuto godere nemmeno delle ore minime di chiaro che la pay tv doveva trasmettere;
* i giornali sportivi hanno dedicato alle Olimpiadi trafiletti in prima pagina e qualche altra pagina dopo aver profuso quintali di carta sul calcio e le sue declinazioni.

*Sky dice che l'audience è andato oltre ogni aspettativa MA non sappiamo ancora se verrà fatta un'offerta per i diritti delle olimpiadi 2018 che si svolgeranno in Corea del Sud.

Il presidente del CONI, Giovanni Malagò, al termine delle Olimpiadi ha dichiarato "Bisogna costruire e radicare una cultura sportiva che dia risultati nel tempo": non sarà facile ma, come abbiamo visto le basi, che si muovono nell'ombra dei media durante i 4 anni preolimpici, ci sono e si sviluppano nonostante le difficoltà (si noti che molti campioni di altri Paesi si "sono fatti" allenandosi negli impianti costruiti per vecchie edizioni olimpiche mentre in Italia molti impianti sono stati smantellati o giacciono nell'incuria più totale).

Una ultima citazione è doverosa farla per una infortunata "d'oro" Tina Weirather: la sciatrice del Lussemburgo, a causa di una caduta rimediata proprio alle Olimpiadi, non solo non ha preso parte a nessuna delle gare in programma ma non potrà nemmeno partecipare alle altre gare di Coppa del Mondo.

Vi ringrazio per averci seguito qui su sciitalia e speriamo di avervi raccontato le Olimpiadi di Sochi 2014 con particolari e curiosità sperando di raccontarvi le prossime in diretta dalla Corea del Sud! ;)

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Com'è andato lo slalom gigante maschile di ieri ormai lo sappiamo tutti. In realtà il risultato, almeno per il primo posto, era abbastanza scontato: Ligety se non sbaglia (cosa che accade molto raramente) è imprendibile, il suo stile e le sue capacità tecniche lo rendono innavicinabile ormai da due stagioni e quindi o durante la stagione estiva qualcuno fa un miracolo, o bisogna aspettare che invecchi (anche se, vedi Bode Miller) l'età non vuol dire molto.Comunque nel frattempo è il primo americano a vincere due ori alle olimpiadi (Torino 2006 Supercombinata) e il primo non europeo a vincere l'oro in gigante oltre ad aver vinto l'oro nei Mondiali 2011 e 2013.

Secondo Missilier e terzo Pinturaut entrambi francesi. C'è da dire che la Francia da due anni ha attuato una vera e propria rivoluzione organizzativa: ha unito le squadre di slalom e gigante e ha fatto sì che i migliori trainassero anche gli altri cementando lo spirito di squadra in uno sport prettamente individuale.

Per quanto riguarda gli Italiani vedere il bicchiere mezzo pieno non è proprio facile ma si può. Come si fa a non essere contenti del terzo posto di Simoncelli nella prima manche o del recupero di Dealiprandini dal 19° all'11° posto? Ma allo stesso tempo come si fa a essere contenti della seconda manche di Simoncelli, dell'uscita del favorito Moelgg e di Nani?
Difficile ma bisogna sperare che questo risultato "smuova le acque" in "casa discipline tecniche" dove forse bisogna fare qualcosa di più.

Grandi polemiche circa le partecipazioni ai giganti sia maschili che femminili.
Le regole prevedono che per partecipare servano almento 140 punti fis e la partecipazione ad almeno 5 gare FIS nel periodo di rilevazione dei punti per la lista olimpica. Se per alcune atlete ci possono essere nel curriculum alcune gare "sospette", per altri altleti la federazione olimpica ha chiuso più di un occhio. Il caso che però ha innestato più polemiche è stata la partecipazione di Mayer, già vincitore della DH, che aveva sì i punti per partecipare ma non il numero di gare all'attivo.
La Francia non ci sta e si ribella: un conto sono atleti che mai insiedieranno il podio ma come l'avremmo messa se Mayer con un exploit avesse vinto il gigante???

Domani alle 13.45 partirà lo slalom speciale femminile. Purtroppo le italiane non sono favorite e c'è il rischio che si presenti solo la Costazza (pettorale 18) dopo l'infortunio occorso in GS alla Brignone.

Festeggiamo stasera il bronzo olimpico di Carolina Kostner: lasciamo perdere ogni polemica e godiamoci questa strameritata medaglia.

Grandi polemiche circondano gli alteti dell'Ucraina: dopo il divieto del comitato olimpico di partecipare con il lutto al braccio, molti atleti non si sono presentati al via adducendo varie scuse. L'ennesima ombra su questi giorni olimpici...

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"Io credo che nella vita le persone debbano dare tutto quello che hanno… poi... non c'è scritto da nessuna parte che bisogna sempre far risultato nelle cose."   Cit. Roberto Baggio

Questa frase va bene per molte persone oggi.
Va bene per le ragazze della squadra italiana di sci alpino che oggi si sono cimentate nel gigante, va bene per tutte le ragazze che non sono arrivate a podio, va bene per quelle che in un modo o nell'altro hanno superato lo sbarramento dei 140 punti per partecipare alle Olimpiadi e va bene anche per le grandi deluse.

Oggi sotto un cielo gonfio di pioggia si è svolta la gara "più rappresentativa" delle discipline dello sci alpino: lo slalom gigante.

A questa specialità hanno preso parte ben 90 ragazze in quanto l'accesso alla gara è più semplice che alle discipline veloci.

Mancavano molte regine della specialità: Vonn, Riesch, Weiraither ma le ragazze in gara hanno dato il meglio di loro.

Dopo una prima manche caratterizzata da distacchi a dir poco imbarazzanti (unica a rientrare tra le prime è stata la nostra Nadia Fanchini pettorale nr 10 a +0,65 sec dalla prima), si temeva che la gara fosse stata "sfalsata" dalle condizioni meteo proibitive, la seconda manche non ha rivelato grandi sorprese se non la vittoria delle favorite: Tina Maze, Anna Fenninger e Viktoria Rebensburg.

Nadia Fanchini è quarta, con tanto rammarico.
 Un attimo di paura per Federica Brignone, uscita subito alle prime porte e "abbandonata" a bordo pista dai soccorsi (non hanno nemmeno interrotto la gara vista la fratta di "concludere" causa meteo avverso) dopo che era caduta e piangeva tenendosi un ginocchio: distorisione del ginocchio destro sarà la prognosi.

Denise Karbon, dopo un aprima manche all'attacco, esce nella seconda.

Francesca Marsaglia, partita col pettorale più alto e con tanta grinta, chiude la gara al sedicesimo posto dopo essere rimasta nelle trenta per un pelo.

Mentre l'Italia festeggia l'ennesima medaglia dello short track (staffetta trainata dalla mitica Arianna Fontana) ci prepariamo alla gara di gigante di domani.
pronostici?
Che vinca il miogliore... e ce ne saranno tanti a darsi battaglia...

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Erano un po' di giorni che dicevano che sarebbe arrivato il brutto tempo su Sochi ed eccolo qui: nebbia e pioggerellina hanno reso difficile gli allenamenti di oggi.
Domani, per evitare il brutto tempo, la gara di slalom gigante femminile è staa aprogrammata alle 7 del mattino italiane e alle 10 la seconda manche.
Pronte a dare il meglio di se aranno Nadia Fanchini (pettorale nr 10) alla ricerca della "scintilla" che le faccia bruciare il traguardo, Federica Brignone (pettorale 11) pronta e concentrata, Denise Karbon (pettorale 15) alla sua quarta Olimpiade e conscia dei propri mezzi e Francesca Marsaglia (pettorale 23) che ormai conosce questa pista come le sue tasche.

Il gigante di domani sarà caratterizzato da assenze "illustri": dopo Tessa Worley, Lindsey Vonn e Tina Weirather, infortunate, in queste ore potrebbe aggiungersi alla lista delle assenti la campionessa olimpica in carica Maria Riesch, raffreddata.

Sabato sulle piste di Madonna di Campiglio abbiamo incontrato Paolo Pangrazi, detto Paflo, atleta della nostra nazionale (gruppo sportivo della Polizia) e non ci siamo fatti sfuggire l'opportunità di fargli qualche domanda:
"ciao Paolo cosa fai qui a Madonna di Campiglio?"
"era una bella giornata, non c'erano allenamenti in calendario nè gare e ho pensato di fare un giro".
"sfatiamo un mito: anche per una sciata in campo libero voi atleti usate gli sci da gara"
"Per forza anche perchè ho solo sci da gara e sci da freeride, freeride oggi niente, quindi per forza sci da gigante" (nda Blizzard).
"stai seguendo le Olimpiadi?"
"Si, le sto guardando in televisione: ho visto i grandi risultati di innerhofer, lui quando ci sono i grandi eventi è sempre avanti. E adesso vediamo cosa faranno gli altri ci sono ancora molte gare".
"comunque sono divertenti.."
."Si sono divertenti e poi la pista è veramente bella e tecnica, a differenza di molti tracciati Olimpici. Ho avuto modo di provarla un anno in Coppa Europa ed una volta in Coppa del Mondo ed era "tostina" come pista di discesa".
"e adesso?"
"In questi giorni è tutto un po' fermo per le Olimpiadi, farò le finali di Coppa Europa a marzo..."
Prima di salutarmi Paolo mi ricorda "bisogna divertirsi sempre anche quando ci si allena", in bocca al lupo Paolo speriamo di vederti presto dove meriti: su un podio di Coppa del Mondo!

Un nuovo giallo su Sochi: in dubbio la presenza di Svindal al gigante maschile per il momento la federazione parla di un'allergia che ha colpito lo sciatore e la cura è peggio della malattia visto che gli antistaminici lo hanno messo KO. Inforse ancje la partecipazione di Neureuther ma questo non è un mistero: sono i postumi dell'incidente d'auto in cui è rimasto coinvolto mentre si recava all'aereoporto per volare a Sochi.

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Erano un po' di giorni che dicevano che sarebbe arrivato il brutto tempo su Sochi ed eccolo qui: nebbia e pioggerellina hanno reso difficile gli allenamenti di oggi.
Domani, per evitare il brutto tempo, la gara di slalom gigante femminile è stat aprogrammata alle 7 del mattino italiane e alle 10 la seconda manche.
Pronte a dare il meglio di se aranno Nadia Fanchini (pettorale nr 10) alla ricerca della "scintilla" che le faccia bruciare il traguardo, Federica Brignone (pettorale 11) pronta e concentrata, Denise Karbon (pettorale 15) alla sua quarta Olimpiade e conscia dei propri mezzi e Francesca Marsaglia (pettorale 23) che ormai conosce questa pista come le sue tasche.

Il gigante di domani sarà caratterizzato da assenze "illustri": dopo Tessa Worley, Lindsey Vonn e Tina Weirather, infortunate, in queste ore potrebbe aggiungersi alla lista delle assenti la campionessa olimpica in carica Maria Riesch, raffreddata.

Sabato sull episte di Madonna di Campiglio abbiamo incontrato Paolo Pangrazi, detto Paflo, atleta della nostra nazionale (gruppo sportivo della Polizia) e non ci siamo fatti sfuggire l'opportunità di fargli qualche domanda:
"ciao Paolo cosa fai qui a Madonna di Campiglio?"
"era una bella giornata, non c'erano allenamenti in calendario nè gare e ho pensato di fare un giro".
"sfatiamo un mito: anche per una sciata in campo libero voi atleti usate gli sci da gara"
"Per forza anche perchè ho solo sci da gara e sci da freeride, freeride oggi niente, quindi per forza sci da gigante" (nda Blizzard).
"stai seguendo le Olimpiadi?"
"Si, le sto guardando in televisione: ho visto i grandi risultati di innerhofer, lui quando ci sono i grandi eventi è sempre avanti. E adesso vediamo cosa faranno gli altri ci sono ancora molte gare".
"comunque sono divertenti.."
."Si sono divertenti e poi la pista è veramente bella e tecnica, a differenza di molti tracciati Olimpici. Ho avuto modo di provarla un anno in Coppa Europa ed una volta in Coppa del Mondo ed era "tostina" come pista di discesa".
"e adesso?"
"In questi giorni è tutto un po' fermo per le Olimpiadi, farò le finali di Coppa Europa a marzo..."
Prima di salutarmi Paolo mi ricorda "bisogna divertirsi sempre anche quando ci si allena", in bocca al lupo Paolo speriamo di vederti presto dove meriti: su un podio di Coppa del Mondo!

Un nuovo giallo su Sochi: in dubbio la presenza di Svindal al gigante maschile per il momento la federazione parla di un'allergia che ha colpito lo sciatore e la cura è peggio della malattia visto che gli antistaminici lo hanno messo KO. Inforse ancje la partecipazione di Neureuther ma questo non è un mistero: sono i postumi dell'incidente d'auto in cui è rimasto coinvolto mentre si recava all'aereoporto per volare a Sochi.

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In una gara di Coppa del Mondo c'è una grande differenza tecnica fra i primi 15, fra i 15 e i 20 e tra i 20 e i 30. Ma se in una gara di coppa del mondo raramente chi parte col pettorale nr 30 arriva a podio, alle Olimpiadi non è così scontato.
Così è stato.
Ma andiamo con ordine.
Stamane alle 7 ora italiana, un'ora prima di quanto calendarizzato a suo tempo, è partito il super G maschile. Il super G è una gara ad una sola manche senza prove ma con una ricognizione fatta il giorno prima della gara. In super G si raggiungono le velocità della discesa libera senza però aver provato la pista.
Una pista di 2.096 metri di lunghezza in cui giocarsi tutto: un grado alla partenza e 5 all'arrivo.
I tecnici hanno tracciato il più possibile in prossimità degli alberi per poter sfruttare l'ombra e sperare che la neve non si trasformi troppo col procedere della gara. La neve è dura e ghiacciata nel primo tratto, morbida e primaverile nel tratto centrale e "morta" cioè viscida e scivolosa in prossimità dell'arrivo.
Un alpino un giorno mi ha detto "in discesa vanno anche i sassi" frase quantomai vera per questa gara.
Dopo un Kostelic pettorale nr 1 impeccabile ma lento, gli altri atleti hanno dimostrato che, pur sbagliando anche parecchio, sul muro iniziale, la gara non era comunque persa ma anzi recuperabilissima.
Fill parte col pettorale nr 8 e fa una prova pulita e veloce, si piazzerà all'ottavo posto con 71 centesimi di ritardo dal primo: un nonnulla. A fine gara commenterà "Ho fatto tre buone gare ma non sono riuscito a fare centro più che altro per demerito mio, complessivamente questa Olimpiade mi conferma che sono ancora tra i migliori" (fisi.org).
Ligety si presenta alla partenza nervoso: a tratti scia in maniera spettacolare ma a tratti combina grossi errori, all'arrivo è terzo e alla fine sarà quattordicesimo.
Defago recupera un grosso errore per poi uscire "Miseramente" in prossimità dell'arrivo.
Hell purtroppo chiude diciassettesimo con una prova opaca.
Innerhofer parte col pettorale nr 12, nella curva sul muro si inclina in una maniera pazzesca, sarebbe la "carvata del secolo" su un muro ghiacciato ma purtroppo lo scarpone tocca, fa perdere aderenza e il nostro Winnerhofer scivola via:"Sono dispiaciuto non tanto per avere mancato la terza medaglia ma per non essere riuscito a fare la gara che avevo in mente" (fisi.org)
Bode Miller vuole una medaglia, non importa quale ma vuole una medaglia. Sembra quasi sia ritornato solo per quello e non importa se in carriera ne ha già vinte altre, vuole Sochi. Parte, fa una gara all'attacco tagliando le linee ed esasperando le traiettorie. All'arrivo è primo.
Svindal ha il pettorale nr 16 Ma chiude nettamente dietro a Bode.
Jansrud, pettorale 21, rovina la festa a tutti arrivando primo al traguardo. La moglie corre ad abbracciare un Bode pietrificato all'arrivo Sembra dirgli "sei ancora argento". Poi arriva il canadese Hudec che passerà alla storia come "quello che ha fatto il parimerito con Bode Miller".
HUdec è il pettorale 22, l'atmosfera si rilassa. Jansrud inizia a rilasciare interviste come campione del super G. Mentre tutti si godono il parterre è in partenza col pettorale 29 Andrew Weibrecht, unico risultato il bronzo delle Olimpiadi di Vancouver e un decimo posto a Kitzbuhel nel 2010, che fa la "seconda gara della vita". Tutti gli intermedi sono "verdi" e piomba sul traguardo con un ritardo di 30 centesimi da uno Jansrud "sbiancato" dall'idea di perdere la medaglia d'oro.
Una gara veramente piena di sorprese chiusa dalle lacrime del grande Bode, a fine gara dichiarerà quanto gli manca il fratello socmparso quest'estate, e dell'austriaco Striedinger quinto (causa parimerito dei terzi) a 2 centesimi dal gradino più basso del podio.

Una citazione è doverosa per la nostra Michela Moiola che nella gara di boarder cross a causa di un contatto con l'avversaria bulgara non solo perde la medaglia di bronzo (che aveva il suo nome incizo sopra i n quanto favorita) ma si è rotta il crociato finendo comunque la gara.

Nel frattempo, mentre i velocisti se ne tornano a casa, gli atleti delle discipline tecniche atterrano a Sochi. Il grande Felix Neureuther atterra a Sochi con un giorno di ritardo e con il "collarino" a causa di un incidente stradale occorso proprio mentre si recava all'aereoporto. Anche il nostro "Stefanino Gross" è partito oggi mentre la Shiffrin posta le sue foto sul lungomare di Sochi già da ieri.
Il 18 apriranno le danze le donne con la prova di slalom gigante.

Continuano i "misteri olimpici": la squadra canadese di slittino denuncia che nella staffetta, dopo il passaggio del team russo, il ghiaccio è diventato più lento, cosa possibile in quanto basta modificare la temperatura del ghiacio del percorso, e che gli stessi russi avevano "autosabotato" le loro ultime gare di Coppa del MOndo per poter uscire dal gruppo di merito e sfruttare un pettorale per loro più congeniale.

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"Chi troppo vuole nulla stringe".
E' un antico detto ma a quanto pare, almeno per lo sci, ha ancora una forte valenza.

La specialità del super G non prevede prove come la discesa libera ma solo la ricognizione. Non è prevista una seconda manche: è una gara "buona la prima" dove giocano un ruolo fondamentale la ricognizione, che avviene il giorno prima, e i materiali.
La temperatura oggi è altissima: -1 grado C in partenza e +7 gradi C all'arrivo con una neve che verso la fine del tracciato si trasforma completamente.
L'inizio della gara di Super G femminile è un'ecatombe: su 8 partite 7 escono immediatamente. Le radio continuano a "trillare" e in partenza c'è molta confusione: fino al pettorale nr 9 non si hanno feedback circa la discesa. Bisogna aspettare Nadia Fanchini (pettorale numero 10) per avere un primo podio provvisorio.Gli austriaci, che hanno disegnato il tracciato, forse convinti delle capacità delle atlete o sicuri di aver tracciato in linea con le caratteristiche delle loro ragazze fanno spegnere le radio del loro team.

Daniela Merighetti era pronta a giocarsela, dopo la medaglia di "legno" in discesa libera voleva dare tutto; e così ha fatto. Al II intermedio è davanti, sta sciando bene ma, poco prima dell'arrivo, esce. E' un'uscita lieve, non brusca, la neve è molle e trasformata e l'esperienza ha insegnato a Dada a non forzare, non rischiare per rientrare quando la gara è compromessa.
Dada commenta a fine gara "...Sono dispiaciuta perché ad un'Olimpiade contano solo i primi tre posti e io me ne vado con un quarto e un'uscita" (www.fisi.org). Ma con lei c'è la sua famiglia e su facebook posta una foto dove sorride tra le braccia dei genitori.

Nadia Fanchini, per qualche minuto completa il podio provvisorio, una discesa senza grossi errori ma più lenta di Daniela, purtroppo chiude la sua gara con un decimo posto (come il suopettorale). Dice di non sentirsi serena e che le manca la "scintilla" c'è ancora il GS: vai Nadia!

Verena Stuffer, undicesima, commenta: "Un vero peccato perché è solo colpa mia. Mi sentivo bene e ci sono, ma ho commesso subito un errore...". (www.fisi.org)

La Fenninger parte col pettorale nr 18: truccata e rilassata sembra sappia già dovrà mostrarsi ai fotografi. Forse l'aver sciato sulle dune quest'estate, il casco ghepardato ne è il ricordo, l'ha abituata alle temperature alte. Non si fa sciogliere dal caldo e al traguardo dà la zampata: è prima.

La Gut, alla quale farebbe bene ricordarsi l'antico adagio da noi citato, parte tesa, vuole vincere ma in prossimità dell'arrivo, quasi all'altezza dove ha sbagliato la nostra Dada, commette un errore che la fa arrivare provvisoriamente terza. Il suo viso è pietrificato quando la Riesch, pettorale 22, arriva seconda facendola scivolare all'altezza della medaglia "di legno" che probabilmente le avrà fatto apprezzare, finalmente, il bronzo della discesa libera.

Ma è la discesa di Maria Riesch che è piena di brividi: nella prima parte scia bene e come sa fare lei, evita l'impatto con un manutentore della pista che sta sistemando un palo, poi nel "punto Dada" sbaglia  ma recupera e strappa la sua seconda medaglia di queste olimpiadi.

Terza Nicole Hosp, pettorale nr 16, la prima a mostrare alle ragazze in partenza che la gara, nonostante le difficoltà, si poteva finire e anche bene.
Quinta Tina Maze.
Al termine della gara la vincitrice Fenninger ringrazia i suoi allenatori per aver tracciato un SG così impegnativo ma che l'ha vista vincitrice, non l'avranno pensata in questo modo le 18 atlete uscite su 49 partenti.

Arianna Fontana nello short trak vince la sua seconda medaglia, questa volta di bronzo, ma ha ancora 2 occasioni per correre per l'oro: forza Arianna!

L'Italia,nel medagliere è al dodicesimo posto, a parimerito, per il numero di medaglie, con Jappone, Slovenia e Cina ma, per la qualità delle medaglie è al diciannovesimo posto.
In realtà dovremmo gioire, da domani potremmo aver superato le medaglie di Vancouver (1 oro, 1 argento e 3 bronzi il peggior piazzamento di sempre) e le aspettative di partenza non erano così rosee, ma per rientrare nei 15 avremmo bisogno di due ori che ad oggi sembrano difficili da conquistare. Ci manca il campionissimo  ma anche un po' di fortuna: leggi medaglie "di legno" di Alessandro Pittin nella combinata nordica, di Karin Oberhofer nel biathlon e Daniela Merighetti nella discesa libera.

Purtroppo oggi, nelle prove di Freestyle femminile, la russa Komissarova ha avuto un terribile incidente. La caduta sulla schiena ha compromesso le tredicesima vertebra. Non potendo spostare l'atleta per il rischio di peggiorare la situazione, i medici hanno deciso di operarla in loco. Dopo sei ore di intervento hanno comunicato che l'atleta non è a rischio di vita ma non possono ancora dare indicazioni circa le conseguenze del danno alla schiena.
In bocca al lupo Marija!

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La medaglia più bella è quella che non ti aspetti.
Il bronzo di Innherhofer non ce l'aspettavamo mica.
La supercombinata maschile di venerdì finisce con una super sorpresa per il nostro Winnerhofer, che durante la discesa dei favoriti se ne stava "imboscato" dietro le quinte, e che ha festeggiato il podio con una capriola.


La supercombinata unisce oltre, alle due dicipline più tecniche dello sci (la discesa libera e lo slalom speciale), anche tattica e astuzia.
Con temperature che durante la discesa hanno sfiorato gli 8 gradi C all'arrivo, la discesa libera era diventata un terno all'otto: neve a tratti marcia e "spaccata" rendeva difficile e pericolosa la discesa anche per i migliori.
Ma un discesista forte sa bene come non gli possa giovare arrivare per primo al traguardo: alla manche di slalom uno sciatore non portato per lo speciale non può permettersi di partire per ultimo nelle buche lasciate da altri 29 concorrenti.
Il podio, che a quest'ora ben conosciamo tutti, al termine della discesa libera sembrava però impossibile:
Villettaè letteralmente arrivato in fondo alla discesa "strisciando" in debito di ossigeno e iperlatticizzato.
Kostelic, del quale avevamo prognosticato una possibile "zampata", dicono che una volta a settimana vada in Svizzera a farsi fare iniezioni nelle ginocchia ormai prive di cartilagini, in discesa libera sembra sia tornato ai fasti di un tempo, forte dei consigli del suo allenatore nelle discipline veloci Cristian Ghedina.
Innerhofer arriva ottavo al termine della discesa libera e, forte della medaglia già conquistata, appare tranquillo e sereno, consapevole anche della bravura degli slalomisti in lizza per la medaglia.


Lo slalom speciale parte con tutti i peggiori auspici: 11 gradi in partenza e 13 all'arrivo, neve che sembra granatina e luce piatta.
Bode Miller è dodicesimo al termine della discesa e morde il freno: le opportunità di medaglia si assottigliano sempre di più. Ted Ligety, diciottesimo, è sempre pericoloso e Jansrud, nonostante quanto detto prima, è in testa alla discesa libera.
Innerhofer, 4 giorni di allenamento in salom in 2 anni a causa del mal di schiena, parte per la manche di slalom tranquillo e rilassato come "alla gara di uno sci club".
Invece succede l'incredibile Villetta si piazza in cima alla classifica e da lì vede tutti i favoriti cadere, Innerhofer finisce la manche e, soddisfatto del tempo, se ne va dal suo team a chiacchierare in attesa del termine della gara (del resto Paris è già scecso e Fill è uscito).
Kostelic, nel tracciato disegnato da suo padre, dà tutto e scalza Innerhofer dal secondo posto provvisorio.
Dopo scendono Svindal, Mayer, Bank e nessuno di loro fa meglio, Jansrud scende per ultimo e il suo tempo sancisce il podio: di Villetta, Kostelic e Winnerhofer.
Una gara dagli esiti inaspettati che ci porta la quarta medaglia.

Grande la terza medaglia italiana, anche se si aspettava di più, l'argento di Arianna Fontana nello short track.

Festeggia come se avesse vinto Cristian Javier Simari Birkner, sciatore argentino spesso in prossimità dei trenta in coppa del mondo, che è arrivato ventinovesimo al termine della Supercombinata.

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Oggi niente gare di sci alpino, probabilmente gli organizzatori hanno tirato un sospiro di sollievo e si sono dedicati alla cura del manto nevoso sempre più provato a causa delle alte temperature registrate in questi giorni.


Ma domani alle 7 ora italiana, hanno anticipato di un'ora la gara per paura del caldo, avrà inizio la discesa libera della supercombinata maschile (SK per chi volesse imparare un po' di linguaggio tecnico).
Prenderanno il via in molti e in molti, leggi Bode Miller e Svinadl, hanno da togliersi dell'amaro dalla bocca rimasto dalla discesa libera.
Attenzione però, sono atterrati sulle piste di Sochi campioni quali Alexis Pinturault e, il quasi dato per "finito" Ivica Kostelic può provare una "zampata" finale alla ricerca di una medaglia.
Del resto, la supercombinata, rivela spesso sorprese e non si può mai dare nulla di scontato quando si parla di discipline così diverse tra loro.

I nostri ragazzi della Italjet partiranno con pettorali che, se la neve tiene, potrebbero essere ottimali: Innerhofer sarà al via col 10, Fill con il 15 e Paris col 25.
Ovviamente il tifo sarà d'obbligo.

Fra 5 giorni (dopo i super g del week end) partiranno le prove delle discipline cosidette tecniche (slalom gigante  e slalom speciale), tanti atleti sono ancora nei loro rispettivi Paesi ad allenarsi.
Basti pensare a Stefano Gross in Val di Fassa che "macina pali stretti" alla ricerca della giusta concentrazione che, unita alle sue doti tecniche, potrebbe portargli grosse soddisfazioni e il grande Felix Neureuther che domani partirà alla volta di Sochi, per quella che potrebbe essere la sua ultima Olimpiade.

Oggi l'Italia ha guadagnato una medaglia in una discplina, dove i più tecnici, si aspettavano sarebbe arrivata: Arianna Fontana ha vinto, non senza rimpianto per la perdita dell'oro a causa di una caduta, la medaglia d'argento nello short track 500 metri.

Con questa medaglia il nostro medagliere sale a quota 3 a parimerito con la Cina cosa che, visto quanti abitanti sono più di noi, dovrebbe renderci orgogliosi. Ma dovremmo essere ancora più soddisfatti se pensiamo che siamo indietro di una medaglia rispetto la Francia e Svizzera e a due rispetto l'Austria. NO comment circa le 13, ho scritto 13, medaglie della Norvegia!

Su un post di Facebook il presidente della federazione Sengalese di sci Lamine Gueye, grande sostenitore dell'accessibilità ai giochi olimpici da parte di tutti, segnala che nel 1992 ad Albertville c'erano 19 atleti a rappresentare gli stati africani, nel 2006 a Torino, dopo l'introduzione dei punteggi minimi di qualificazione, solo 10 e nel 2014 solo 5 (di cui alcuni proprio Africani non sono, vedi la sciatrice Italiana che ha tentato di qualificarsi dapprima per l'India e ora corre per il Togo).
La limitazione all'accesso ha una serie di valide motivazioni, abbiamo tutti negli occhi scene quasi esilaranti di sciatori che si doppiavano in discesa libera o che cadevano rovinosamente durante le Olimpiadi di Albertville, ma sicuramente creano ulteriori barriere all'accesso già di per se non facile.
Le federazioni africane, oltre a qualche piccolo fondo dell'Olimpic Solidarity non hanno soldi da destinare all'allenamento degli  atleti, specialmente dello sci alpino sport costosissimo, che quindi si ritrovano a non essere abbastanza competitivi o preparati per poter raggiungere il punteggio richiesto dal CIO. Basterebbe organizzare una pre-gara di qualificazione prima del via ufficiale delle gare cosa che eviterebbe anche scorciatoie a quelle federazioni o a quegli atleti senza scrupoli che vogliono partecipare a tutti i costi.
Sicuramente l'universalità dei giochi è un valore da preservare così come lo deve essere l'accesso allo sport, collante sociale e passaporto della multiculturalità, in ogni parte del mondo.

Colpo di scena nel pattinaggio artistico maschile oggi, prima dell'inizio del programma corto, "lo zar", il pattinatore russo Plushenko idolo delle folle e dei tifosi non solo russi si è ritirato adducendo come scusa il mal di schiena. Il ritiro è comunque avvolto dal mistero:" lo zar" aveva dichiarato di avere intenzione di ritirarsi dopo queste Olimpiadi e che suo desiderio era di partecipare solo alla gara a squadre, dichiarazioni che andavano contro ai progetti della federazione russa di pattinaggio.
Le Olimpiadi continuano a tingersi di giallo....

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L'evento di oggi che ha catturato noi sciatori la discesa libera femminile.

Oggi a Sochi la temperatura in "centro città" segnava 19 gradi. A 1.755 metri d'altezza ce n' erano 3. La neve per miracolo era dura e, nonostante i quadi 8 gradi registrati all'arrivo della gara a 965 metri sul livello del mare, ha tenuto. Ha tenuto bene tanto che il pettorale 21 e il 18 sono arrivati a podio.
Numeri, tanti numeri, potremmo continuare a snocciolare e perderci in centesimi e secondi.
Una gara dove ha vinto chi è stata più aggressiva ed è riuscita ad assecondare la pista tanto insidiosa e, soprattutto, non si è spaventata per le temperature e dal numero di pettorale alto cose che avrebbero fatto sciare in difesa anche le migliori.


Una gara senza la regina della velocità Linsdey Vonn, con una Riesch non brillantissima che a volte ha perso le linee: forse aveva festeggiato troppo l'altra sera la sua vittoria in combinata.


Oggi la particolarità sono state le lacrime. Le vincitrici hanno pianto tutte, per tanti motivi, ma l'unica che avrebbe, meritatamente, avuto diritto a qualche lacrima è la nostra Daniela Merighetti: quarta.
Piange la Ghisin, prima classificata, perchè non ci crede ancora nemmeno durante la proclamazione.
Piange la Gut perchè voleva di più e non è soddisfatta del suo terzo posto.
Commossa la Maze, prima a parimerito con la Gisin, dopo una lunga battaglia con se stessa.

Daniela non piange, anche se per molto tempo è stata virtualmente sul podio e magari ha avuto modo di illudersi, è felice: felice di esserci nonostante gli infortuni e felice del suo miglior risultato dopo una stagione non brillantissima: "Mi sento comunque fortunata perchè nella vita ho la possibilità di fare ciò che mi piace, mi piacerebbe avere la medaglia al collo ma purtroppo non è così. Questo piazzamento fa parte del gioco ma devo andarne comunque orgogliosa [...]" (fonte fisi.org) PAROLE SANTE DADA, PAROLE SANTE!
Ma mentre tutte le altre ragazze hanno ancora il super G per riscattarsi, torna a casa nel peggiore dei modi, scontenta e insoddisfatta, Elena Fanchini. Nadia ha ancora un paio di colpi da sparare e speriamo che la forza di Dada la contagi e la spinga verso un successo.

C'è qualcuno che ha anche pianto di dolore è Alexandra Coletti del principato di Monaco che a causa di una brutta caduta si è rotta il piede.

Adesso abbiamo qualche giorno per riprenderci dalle emozioni di oggi e per far asciugare le lacrime sulle guance delle vincitrici prima della supercombinata maschile che prenderà il via venerdì mattina: speriamo ci sia uno spettacolo emozionante come in quella femminile!

C'è qualcuno che se l'è vista brutta veramente. Probabilmente anche lui ha pianto pensando di passare la vita in un gulag siberiano. Un tecnico olandese, forse un po' alticcio dopo dei festeggiamenti (del resto l'Olanda è ai primi posti del medagliere), ha pensato bene di fare pipì contro ad un muro.
Peccato fosse il muro della casa di Putin. Fortunatamente alle Olimpiadi "sono tutti più buoni" e l'olandese si è salvato in extremis.

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Giornata che sciisticamente non prevedeva gare: solo le prove di discesa libera femminile e di discesa libera maschile valevole per la supercombinata di venerdì.
La prova di discesa libera femminile, l'ultima in vista della gara di domani, è stata cancellata causa maltempo.

Domani splenderà il sole sulla pista di DH femminile  Rosa Khoutor, forse pure troppo sole tanto che ci sarà l'incognita della neve: sarà dura come nella DH della supercombinata? sarà molle? Cederà presto? Favorirà i numeri bassi? Molte domande a cui troveremo una risposta domani mattina alle 8.
Così come abbiamo una Daniela Merighetti ripresasi dalla "botta" della prima prova abbiamo una Tina Weirather che, causa caduta in prova, deve rinunciare alla discesa di domani e spera "nel miracolo" per presentarsi al super G di sabato mattina.

I pettorali che siamo riusciti a "sbirciare": il 9 di Daniela Merighetti, l' 11 di Elena Fanchini, il 23 della Stuffer e il 30 di Nadia Fanchini. Speriamo che la neve "regga"!! Incrociamo le dita perchè le potenzialità per "portare a casa" una medaglia le ragazze le hanno e possono farcela!

Gli uomini invece hanno avuto le prove di discesa libera valevole per la supercombinata di venerdì. Gli italiani dell'Italjet non si sono presentati al via e hanno deciso di riposarsi. Invece Bode Miller ha deciso di "spaccare" nuovamente i cronometri piazzandosi ancora al primo posto: qualcuno gli ha detto che i piazzamenti in prova non contano??

Nel medagliere la Norvegia, specialista negli sport invernali che noi consideriamo "minori", ha preso il volo con 11 medaglie. Seguono a ruota il Canada con 9 e l'Olanda (fortissima nel pattinaggio) con 8.
Parimerito le due eterne nemiche USA e Federazione Russa. L'Italia è al decimo posto con "solo" 2 medaglie: si può dare di più!!!!

Grosse polemiche per la sciatrice/modella libanese ripresa in un servizio fotografico un po' succinto a tema "montagna e sci". Ma non tutti sanno che il fotografo era il  principe Hubertus Von Hohenlohe rappresentante cinquantacinquenne del Messico alla sua sesta partecipazione olimpica e ora a Sochi pronto per dare battaglia in slalom speciale! Diciamo che il principe sa proprio come tenersi impegnato anche quando non scia!

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La supercombinata è una gara composta da una manche di discesa libera (o super g) e da una manche di slalom speciale. In questa gara si possono vedere grandi discesiste goffe e gobbe tra i "pali stretti" e alcune slalomiste in difficoltà con la velocità.
E' una gara di esperienza ma che premia "vecchie volpi" e atlete polivalenti che non si fanno prendere dall'emozione.
Su una pista "unseen" (non erano state trasmesse le prove di DH femminile) e con un salto modificato, a spese della nostra Daniela Merighetti, Lara Gut assapora la vittoria in discesa libera vedendo cadere ai suoi piedi Tina Maze, Maria Riecìsch e la Fenningher.

La sua festa viene però guastata da una Julia Mancuso risvegliatasi in occasione delle Olimpiadi. Julia cannibalizza la pista e chiude la prova con 47 centesimi di vantaggio sulla Gut.
Bella la prova della Brignone, che mostra innate capacità di discesita da affinare con il tempo e la pratica, e la grande Francesca Marsaglia non si risparmia un secondo.
Non partecipano alla seconda manche ma colgono l'occasione per "testarsi" in gara le bresciane Daniela Merighetti e Elena Fanchini.

La seconda manche della supercombinata parte alle 15: il manto nevoso è più morbido e la neve granulosa. Vengono accese le luci sulla pista.
Fuori una Francesca Marsaglia agguerritissima che prima di sbagliare è sempre in vantaggio. Federica Brignone si impegna e alla fine chiude undicesima.
Ma è Maria Riesch che con una impeccabile manche di sl mette pressione alle altre favorite stipate in partenza.
A differenza che in alcune gare di Coppa del Mondo in partenza non ci sono televisori e le ragazze che devono ancora scendere sentono solo le urla del pubblico che acclama una perfetta Riesch.
Cadono sotto il vantaggio della Riesch la Maze (che arriverà quarta), la Gut (che esce malamente) e la Mancuso che all'arrivo festeggia come se avesse vinto 10 medaglie d'oro.

E' un podio di trentenni che non mollano e che non cedono il passo alle ragazze più giovani (vedi Shiffrin che è ancora in Italia a Pozza di Fassa ad allenarsi) e che dimostrano che l'esperienza e la tecnica a volte vincono sull'età anagrafica.
La Riesch piange e si commuove, la Hosp (argento a Torino) è quasi incredula e la Mancuso urla e si divincola come una pazza: ognuna di loro festeggia la propria medaglia senza se e senza ma.
Un inizio appassionante per lo sci femminile che domani affronterà nuove prove per la discesa di mercoledì.

Domani prove di DH sia maschile che femminile a rischio: il meteo non promette niente di buono; temperature in aumento e nuvolosità diffusa.
Da mercoledì dovrebbe tornare il sole anche se il rischio neve "marcia" di Vancouver è sempre in agguato, trovandoci anche qui a pochi km dal mare.
Comunque non dovrebbero prendere parte alle prove di discesa valevoli per la super combinata maschile i nostri ragazzi della Italjet (i risultati dell'ultima discesa mostrano come non sia il caso di esasperare allenamenti e prove per non bruciarsi le forze in gara).
Le ragazze decideranno se partire o meno in base al meteo, del resto, la luce piatta non piace a nessuno e di sfortuna ne abbiamo già avuta parecchia.

Una curiosità: ho sempre avuto in testa l'immagine di uno sciatore che nella coppa del mondo prima di Torino 2006 correva con scritto sul casco "mamma e papà". Bene adesso il mio sospetto ha avuto una conferma: era il giovane grande Ted Ligety prima che gli sponsor gli saltassero addosso, prima di sbancare il banco.

Per la serie "chi non vorremmo essere oggi" eviterei sicuramente di passare dalle parti della "medaglia di legno" Maze e del suo team. Ci dispiace per Tina soprattutto per il "crollo" psicologico che l'ha investita in questa stagione ma con la sua grinta è ancora in tempo per rimontare.  Aspettiamo la sua ruota per festeggiare il podio anche se ci piacerebbe imparasse ad incassare meglio anche le sconfitte.

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La prima giornata ufficiale di gare è ormai finita e non possiamo dire di non essere soddisfatti. Tra sperate sorprese e sperate conferme, l'Italia chiude questa giornata con due medaglie storiche.

6 centesimi, 1,60 metri, quella "curvina" a 130 km/h poco prima dell'arrivo ecco la differenza fra l'oro di Mayer (che fondamentalmente ha vinto la sua gara nell'ultimo tratto e specialmente nell'ultimo salto) e l'argento di Innerhofer. All'arrivo Innerhofer, tornato ad essere Winnerhofer, ha visto argento e ha gioito per quel podio che riporta in Italia una medaglia olimpica in DH dal 1976.
La discesa libera più lunga del circo bianco (2 minuti e 6 secondi) ha messo a dura prova gli atleti che hanno dovuto dare tutto fisicamente e mentalmente. La discesa aveva tante variazioni che obbligavano gli atleti a cambiare atteggiamento adattandosi ai cambiamenti della pista lungo tutto il tracciato.
Una discesa dove molti hanno pensato di "aver fatto il colpaccio" ma sono stati scalzati malamente da pettorali più alti (il nostro Cristhoff è sceso col pettorale nr 20 quando Jansrud probabilmente si era già abituato al peso dell'argento al collo).
Ma anche tutto il team italiano deve festeggiare per il miglior risultato di squadra 4 atleti nei 15 con Fill settimo, Paris undicesimo e Heel dodicesimo.
I commenti dei ragazzi della Italjet sono comunque di soddisfazione e di buone prospettive per le prossime gare. Citiamo le parole di Fill (dal sito fisi.org) "Sono abbastanza contento della mia prestazione, ho visto che ci sono... qui sono ritornato coi migliori. Questo piazzamento mi regala una grande motivazione, era logico che non potevamo fare quattro medaglie, però siamo lì davanti a tutti ed è bello. Già una volta Innerhofer ha iniziato a fare medaglie (nei Mondiali di Garmisch, ndr) e poi ho cominciato anch'io, magari succede lo stesso, ho altre due possibilità".


Le lacrime di Bode Miller, ottavo, e la medaglia di "legno" del favorito Svindal confermano come le prove di discesa non siano del tutto indicative delle potenzialità degli atleti.
Le gare olimpiche sono così: spesso degli outsider (cosa che comunque Mayer non è essendo tra i favoriti nonchè figlio d'arte che dopo 26 anni riporta in famiglia una medaglia olimpica) con magari minori pressioni riescono a fare podio, un esempio è lo "scapicollato" della nazionale norvegese Jansrud che con una zampata si piazza al terzo posto davanti al suo "capitano".

Medaglia di bronzo ma con riflessi d'oro è quella del grande Armin Zoeggeler che a quarant'anni suonati porta "a casa" la sesta consecutiva medaglia olimpica.

Il medagliere di oggi vede la Norvegia al primo posto con ben 7 medaglie, seguono Olanda-USA-Canada-Russia con 4 e Italia-Austria-Repubblica Ceca e Svezia con 2 medaglie.

Domani al via la Supercombinata femminile  (una garda di discesa libera e una manche di speciale che danno punteggio come se fosse una gara sola). Alle 7.45 italiane avremo in partenza per la prova di discesa libera Francesca Marsaglia (pettorale nr 1), Daniela Merighetti (che col secondo pettorale saggerà le condizioni del ginocchio infortunato nella prima prova di DH), Federica Brignone (la gigantista che si sta votando alla polivalenza partirà col pettorale 25) e col pettorale 29 Elena Fanchini.

Le Olimpiadi si tingono di giallo. Forse non tutti sanno che durante la cerimonia inaugurale si sono accesi 4 cerchi su 5. Dicono che la cosa abbia contrariato molto Putin che è dicono sia partito subito senza rilasciare dichiarazioni. Alcuni siti internet riportano che il tecnico responsabile di questi giochi di luce sia stato trovato morto nella sua camera d'albergo. Dicono che "si dica" sia morto per cause accidentali ma i siti "ben informati" riferiscono che il corpo avrebbe presentato segni di percosse e che di notte alcuni atleti si fossero lamentati dei rumori provenienti dalla camera.

Federazione "lacerata" al suo interno ed esterno è quella dell'Argentina. Le polemiche sono iniziate ancora prima della partenza per Sochi quando Belen Simari Birkner (atleta della famosa famiglia Birkner che tanti atleti fornisce alla nazionale argentina formatasi e cresciuta sulle piste italiane di Foppolo) pubblicava su facebook post di fuoco accusando al federazione di una immotivata esclusione dalle liste degli atleti partecipanti. I problemi della federazione argentina continuano in quanto, dopo un litigio con la federazione cilena con cui avrebbero dovuto dividere le spese di viaggio e allenamento, le ragazze si sono trovate loro malgrado a restare "ferme" per ben 25 giorni potendosi dedicare solo ad allenamenti a secco. Infine Cristian Simari Birkner non ha preso il via alla DH di oggi in quanto è riaffiorato un dolore al ginocchio. Facciamo un in bocca al lupo agli atleti argentini che non sembrano essere propriamente "sotto una buona stella".

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Ciao a tutti!
Eccoci qui a -1 giorno alla cerimonia d'apertura delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014.
Sicuramente un'occhiata alla cerimonia e alla sfilata degli atleti domani la daremo tutti ma, ovviamente, la nostra attenzione sarà tutta per le gare, specialmente quelle di sci alpino.
Per chi ancora non lo sapesse le prove e le prime eliminatorie (per le specialità che le prevedono) sono già iniziate.
Così mentre Tanja Poutiainen si rilassa facendo sci di fondo ancora a casa sua e postando le foto sul suo profilo facebook, i velocisti hanno già "incrociato le spade" con la prima prova di discesa libera sia maschile che femminile che si è tenuta proprio oggi.

La prima prova di discesa libera femminile è iniziata subito male per gli organizzatori che, dopo la discesa di tre atlete, hanno dovuto sospendere la corsa e "smussare" un dosso che letteralmente faceva decollare le discesiste proprio in prossimità dell'arrivo.
A pagarne subito le spese la sfortunata Daniela Merighetti che è malamente caduta, dopo un volo di 5mt di altezza, proprio a causa di quel dosso "malefico".
Visto che "piove sempre sul bagnato" anche Elena Fanchini è uscita dal tracciato e si è procurata, di nuovo, delle escoriazioni al viso.
La prova si è conclusa con Anna Fenninger (AUT) al primo posto, Fraenzi Aufenblatten (SUI) seconda e Julia Mancuso, che sembra essere "risorta" dalle sue ceneri proprio per le Olimpiadi, al terzo posto a +0,38 secondi dalla prima.
Le nostre ragazze si sono piazzate al 21imo posto Francesca MArsaglia (+2,22secondi), al 27imo posto Nadia Fanchini e al 37imo Federica Brignone.


Vi svelo un segreto: spesso nelle prove di DH (discesa libera - iniziamo a prendere un po' di confidenza anche con la terminologia!) gli atleti, per non affaticarsi troppo, non si "scatenano" al 100% evitando, magari, di "mettersi a uovo" per tutti i tratti di scorrimento.

Per le pari opportunità parliamo adesso della prima prova di DH maschile. Primo il "vecchio leone che ruggisce ancora come un cucciolo" il mitico Bode Miller, tallonato dallo svizzero Patrick Kueng e subito dopo da Matthias Mayer. Quinto e molto soddisfatto, avrà tenuto il piede "leggero" sull'accelleratore, il nostro Christof Innerhofer.
Una sfilza di italiani fra il 16imo ed il 18imo posto come Peter Feel, Dominik Paris e Werner Heel.

Domani i discesisti avranno una seconda prova e i "motori" si inizieranno a scaldare per davvero.

Siamo riusciti a "sbirciare" i pettorali:
8 Peter Fill; 10 Heel; 18 Dominick Paris; 21 Innerhofer.
Le ragazze partirano con il 13 Elena Fanchini; 26 Nadia Fanchini; 28 Verena Stuffer; 34 Francesca MArsaglia; 47 Federica Brignone.

La nostra Daniela Merighetti domani si riposerà perchè, anche se la risonanza magnetica effettuata dopo la caduta ha rilevato una contusione ossea e nessun danno ai legamenti, è il caso che si rimetta in forma per la gara ufficiale. POtrà contare sulle impressioni di 5 compagne di squadra quindi domani avrà una giornata di relax tutta per se.

Viene definito "cambiamento epocale di mentalità" quello che leggiamo in un tweet di Novella Calligaris che ci informa che alla sfilata di apertura di domani parteciperanno SOLO 6 dirigenti del CONI in quanto la sfilata è per gli atleti. Viene da chiedersi in quanti fossero i dirigenti alla spedizione Olimpica di Londra che facevano "ciao ciao" dalla pista di atletica nella sfilata iniziale.

La squadra di BOB a 2 della GIAMAICA ci racconta un contrattempo: parte della loro attrezzatura (circa mezzo BOB) è andata persa negli aereoporti internazionali. Non potranno quindi allenarsi in questi giorni perchè privi di pattini e freni. Le altre nazionali si sono offerte di prestare i pezzi di ricambio ma i Giamaicani, per il momento, speranzosi aspettano che l'aereo giusto porti a Sochi i pezzi mancanti.

Stasera in televisione hanno inquadrato i ragazzi della squadra di sci alpino della Georgia. Sono felice di dire che ho avuto il piacere di conoscerli l'anno scorso ad una gara ad inizio dicembre: due di loro ce l'hanno fatta a qualificarsi! Chissà se anche a Sochi fra una manche e l'altra avranno a disposizione la "super cioccolata calda con panna" che si gustavano a Santa Caterina Valfurva!

Questi erano i "punti salienti" della giornata di oggi! Non vedo l'ora di raccontarvi cosa sarà accaduto domani!

A presto e buona notte!
AMI

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Sono 113 gli azzurri convocati.
Sci alpino: Luca De Aliprandini, Peter Fill, Stefano Gross, Werner Heel, Christof Innerhofer, Manfred Moelgg, Roberto Nani, Dominik Paris, Giuliano Razzoli, Davide Simoncelli, Patrick Thaler, Federica Brignone, Chiara Costazza, Elena Fanchini, Nadia Fanchini, Denise Karbon, Francesca Marsaglia, Daniela Merighetti, Verena Stuffer.

Freestyle: Markus Eder, Giacomo Matiz, Silvia Bertagna, Deborah Scanzio.

Snowboard: Mainhard Erlacher, Roland Fischnaller, Tommaso Leoni, Aaron March, Luca Matteotti, Christoph Mick, Emanuel Perathoner, Omar Visintin, Corinna Boccacini, Raffaella Brutto, Michela Moioli, Nadya Ochner.

Sci di fondo: Roland Clara, Francesca De Fabiani, Giorgio Di Centa, David Hofer, Enrico Nizzi, Dietmar Noeckeler, Fabio Pasini, Mattia Pellegrin, Federico Pellegrino, Debora Agreiter, Elisa Brocard, Virginia De Martin Topranin, Ilaria Debertolis, Greta Laurent, Marina Piller, Gaia Vuerich.

Biathlon: Christian De Lorenzi, Lukas Hofer, Daniel Taschler, Dominik Windisch, Markus Windisch, Nicole Gontier, Karin Oberhofer, Michela Ponza, Alexia Runggaldier, Dorothea Wierer.

Salto: Davide Bresadola, Sebastian Colloredo, Roberto Dellasega, Evelyn Insam, Elena Runggaldier. Combinata nordica: Armin Bauer, Samuel Costa, Giuseppe Michielli, Alessandro Pittin, Lukas Runggaldier.

Bob: Simone Bertazzo, Francesco Costa, Simone Fontana, William Frullani.

Slittino: Dominik Fischnaller, Patrick Gruber, Christian Oberstolz, Patrick Rastner, Emanuel Rieder, Ludwig Rieder, Armin Zoeggeler, Sandra Gasparini, Sandra Robatscher, Andrea Voetter.

Skeleton: Maurizio Oioli.

Pattinaggio di velocità: Matteo Anesi, David Bosa, Andrea Giovannini, Mirko Nenzi, Yvonne Daldossi e Francesca Lollobrigida.

Pattinaggio di figura: Paul Bonifacio Parkinson, Carolina Kostner, Valentina Marchei, Stefania Berton e Ondrej Hotarek, Anna Cappellini e Luca Lanotte, Nicole Della Monica e Matteo Guarise, Charlene Guignard e Marco Fabbri.

Short track: Arianna Fontana, Cecilia Maffei, Lucia Peretti, Martina Valcepina, Elena Viviani, Yuri Confortola, Tommaso Dotti, Anthony Lobello, Nicola Rodigari e Davide Viscardi.

 

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Purtroppo non avrò il posto “in prima fila” che ho sempre sognato a Sochi ma avrò l’occasione di raccontarvi in diretta quello che succederà.
come sapete la Rai non ha i diritti per la trasmissione delle Olimpiadi Invernali quindi nulla verrà trasmesso in chiaro sulle reti RAI.
Molti  spettatori appassionati di sci rimarranno delusi ma sciitalia si sta attrezzando per descrivervi nella maniera più dettagliata possibile le gare di sci alpino.
Restate quindi con noi e vi faremo avere aggiornamenti tecnici più approfonditi che mai!
A presto!

 

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