I numeri che non contano

In una gara di Coppa del Mondo c'è una grande differenza tecnica fra i primi 15, fra i 15 e i 20 e tra i 20 e i 30. Ma se in una gara di coppa del mondo raramente chi parte col pettorale nr 30 arriva a podio, alle Olimpiadi non è così scontato.
Così è stato.
Ma andiamo con ordine.
Stamane alle 7 ora italiana, un'ora prima di quanto calendarizzato a suo tempo, è partito il super G maschile. Il super G è una gara ad una sola manche senza prove ma con una ricognizione fatta il giorno prima della gara. In super G si raggiungono le velocità della discesa libera senza però aver provato la pista.
Una pista di 2.096 metri di lunghezza in cui giocarsi tutto: un grado alla partenza e 5 all'arrivo.
I tecnici hanno tracciato il più possibile in prossimità degli alberi per poter sfruttare l'ombra e sperare che la neve non si trasformi troppo col procedere della gara. La neve è dura e ghiacciata nel primo tratto, morbida e primaverile nel tratto centrale e "morta" cioè viscida e scivolosa in prossimità dell'arrivo.
Un alpino un giorno mi ha detto "in discesa vanno anche i sassi" frase quantomai vera per questa gara.
Dopo un Kostelic pettorale nr 1 impeccabile ma lento, gli altri atleti hanno dimostrato che, pur sbagliando anche parecchio, sul muro iniziale, la gara non era comunque persa ma anzi recuperabilissima.
Fill parte col pettorale nr 8 e fa una prova pulita e veloce, si piazzerà all'ottavo posto con 71 centesimi di ritardo dal primo: un nonnulla. A fine gara commenterà "Ho fatto tre buone gare ma non sono riuscito a fare centro più che altro per demerito mio, complessivamente questa Olimpiade mi conferma che sono ancora tra i migliori" (fisi.org).
Ligety si presenta alla partenza nervoso: a tratti scia in maniera spettacolare ma a tratti combina grossi errori, all'arrivo è terzo e alla fine sarà quattordicesimo.
Defago recupera un grosso errore per poi uscire "Miseramente" in prossimità dell'arrivo.
Hell purtroppo chiude diciassettesimo con una prova opaca.
Innerhofer parte col pettorale nr 12, nella curva sul muro si inclina in una maniera pazzesca, sarebbe la "carvata del secolo" su un muro ghiacciato ma purtroppo lo scarpone tocca, fa perdere aderenza e il nostro Winnerhofer scivola via:"Sono dispiaciuto non tanto per avere mancato la terza medaglia ma per non essere riuscito a fare la gara che avevo in mente" (fisi.org)
Bode Miller vuole una medaglia, non importa quale ma vuole una medaglia. Sembra quasi sia ritornato solo per quello e non importa se in carriera ne ha già vinte altre, vuole Sochi. Parte, fa una gara all'attacco tagliando le linee ed esasperando le traiettorie. All'arrivo è primo.
Svindal ha il pettorale nr 16 Ma chiude nettamente dietro a Bode.
Jansrud, pettorale 21, rovina la festa a tutti arrivando primo al traguardo. La moglie corre ad abbracciare un Bode pietrificato all'arrivo Sembra dirgli "sei ancora argento". Poi arriva il canadese Hudec che passerà alla storia come "quello che ha fatto il parimerito con Bode Miller".
HUdec è il pettorale 22, l'atmosfera si rilassa. Jansrud inizia a rilasciare interviste come campione del super G. Mentre tutti si godono il parterre è in partenza col pettorale 29 Andrew Weibrecht, unico risultato il bronzo delle Olimpiadi di Vancouver e un decimo posto a Kitzbuhel nel 2010, che fa la "seconda gara della vita". Tutti gli intermedi sono "verdi" e piomba sul traguardo con un ritardo di 30 centesimi da uno Jansrud "sbiancato" dall'idea di perdere la medaglia d'oro.
Una gara veramente piena di sorprese chiusa dalle lacrime del grande Bode, a fine gara dichiarerà quanto gli manca il fratello socmparso quest'estate, e dell'austriaco Striedinger quinto (causa parimerito dei terzi) a 2 centesimi dal gradino più basso del podio.

Una citazione è doverosa per la nostra Michela Moiola che nella gara di boarder cross a causa di un contatto con l'avversaria bulgara non solo perde la medaglia di bronzo (che aveva il suo nome incizo sopra i n quanto favorita) ma si è rotta il crociato finendo comunque la gara.

Nel frattempo, mentre i velocisti se ne tornano a casa, gli atleti delle discipline tecniche atterrano a Sochi. Il grande Felix Neureuther atterra a Sochi con un giorno di ritardo e con il "collarino" a causa di un incidente stradale occorso proprio mentre si recava all'aereoporto. Anche il nostro "Stefanino Gross" è partito oggi mentre la Shiffrin posta le sue foto sul lungomare di Sochi già da ieri.
Il 18 apriranno le danze le donne con la prova di slalom gigante.

Continuano i "misteri olimpici": la squadra canadese di slittino denuncia che nella staffetta, dopo il passaggio del team russo, il ghiaccio è diventato più lento, cosa possibile in quanto basta modificare la temperatura del ghiacio del percorso, e che gli stessi russi avevano "autosabotato" le loro ultime gare di Coppa del MOndo per poter uscire dal gruppo di merito e sfruttare un pettorale per loro più congeniale.

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